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Vibrazioni

INTRODUZIONE

L'esposizione a vibrazioni meccaniche dei lavoratori che utilizzano utensili vibranti o mezzi di trasporto è stata riconosciuta come causa di numerose patologie professionali. In numerose lavorazioni, infatti, vengono utilizzato strumenti vibranti che trasmettono le onde meccaniche direttamente ai soggetti che li stanno utilizzando. Oltre a quelle causate dagli utensili, non sono da sottovalutare le esposizioni a vibrazioni dovute ai mezzi di trasporto  attraverso cui molte figure professionali svolgono la propria attività.Generalmente si usa distinguere l'esposizione a vibrazioni per il sistema mano-braccio e per il corpo intero, essendo sottoposte a differenti tipi di valutazione e condo diverse patologie ad esse associate. Analogamente all'esposizione a rumore, il tempo di esposizione e l'intensità delle vibrazioni, sia per il sistema mano-braccio che per il corpo intero, sono fattori fondamentali per definire l’azione dannosa delle vibrazioni L'insorgenza di patologie professionali legate all'esposizione a vibrazioni non è del tutto nota, ma fortemente legata ad alcuni intervalli di frequenze, oltre che a caratteristiche proprie degli individui.


EFFETTI SULLA SALUTE

Le vibrazioni possono prodorre danni al sistema osteo-articolare e muscolo-scheletrico, nonchè a quello vascolare, localizzati in zone differenti a seconda della modalità di trasmissione delle vibrazioni. Negli ultimi anni, le patologie professionali legate a questo a gente di rischio, sono diventate sempre più  numerose.

Gli effetti nocivi per l’uomo possono esser distinti in base a quale distratto corporeo viene interessato dall'esposizione alle vibrazioni meccaniche:

sistema mano-braccio: le patologie più diffuse a carico del sistema mano-braccio sono la sindrome del tunnel carpale, la sindrome del dito bianco e problemi osteoarticolari di vario tipo. L'incidenza aumenta se associata ad altri fattori di rischio quali ad esempio svolgimento delle attività con temperature rigide o associando movimenti ripetuti.

corpo intero: l'esposizione a vibrazioni al corpo intero comporta patologie quali il trauma del rachide, danni alla colonna vertebrale, ernie discali o spondilodiscoartrosi.

 

TIPOLOGIE LAVORATIVE A RISCHIO

Il rischio vibrazioni è legato principalmente alla mansione che un lavoratore ricopre nell'attività. Le vibrazioni meccaniche a cui può essere sottoposto un individuo, infatti, vengono generate da strumenti portatili (vibrazioni al mano-braccio) o da mezzi di trasporto (vibrazioni al corpo intero). Pertanto l'uso di macchinari "vibrogeni" può riscontrarsi nei cantieri edili (martelli perforatori, picconatori, camion, macchine per movimento terra, ecc.), in metalmeccanica e nei cantieri lapidei (smerigliatrici, seghe circolari, avvitatori, chiodatrici, levigatrici, muletti, ecc.), nei trasporti (autobus, pulman, TIR, trattrici a ralla, imbarcazioni, ecc.),in agricoltura e manutenzione delle aree verdi (decespugliatori, motoseghe, tagliaerbe, motocoltivatori, macchine agricole, trattori, ecc.), e ancora in sanità, nelle forze armate, nei calzaturifici, in odontoiatria, nella pesca, nelle industrie del legno, in quelle estrattive, ecc.

 

I PRINCIPI DELLA PREVENZIONE

  • Valutare i livelli di esposizione a vibrazioni
  • Progettare ed acquistare macchine con la più bassa emissione di vibrazioni
  • Quando possibile, utilizzare i dispositivi di protezione individuale (guanti antivibranti) e regolare adeguatamente i sedili dei mezzi
  • Limitare il tempo di esposizione del lavoratore

 

NORMATIVA VIGENTE

Il D.Lgs 81/20081 fissa i seguenti limiti di esposizione e i valori d’azione in relazione al livello di esposizione giornaliera (A(8)) diversificati per l'esposizione del sistema mano-braccio e per il corpo intero. La recente direttiva introduce anche valori di soglia anche per brevi tempi di esposizione.

 

PARTE APPLICATA

Valore limite di A(8)

Valore d'azione di A(8)

Valori massimi di A(8) anche per brevi periodi

Mano-braccio

5,0 m/s2

2,5 m/s2

20,0 m/s2

Corpo intero

1,0 m/s2

0,5 m/s2

1,5 m/s2

 

Il datore di lavoro sottopone a sorveglianza sanitaria i lavoratori la cui esposizione al rumore eccede i valori superiori di azione.

1Precedentemente al Decreto Legislativo 81/08  la normativa di riferimento era il Decreto legislativo 187 del 2005.

(fonti: ISPESL, INAIL, D.Lgs. n.81 del 9 aprile 2008, D.Lgs n.187 del 2005)

 

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